Il privilegio di crescere insieme al servizio della comunità

Con questo scritto, Guido Badilatti desidera ripercorrere i momenti più importanti di questo lungo cammino, ricordando ciò che è stato condiviso e realizzato insieme e rivolgendo un sentito grazie a tutte le persone che hanno reso possibile questo percorso.
26.02.2026
9 min
Uomo anziano con occhiali e capelli grigi, indossa una camicia azzurra e sorride, sullo sfondo di un paesaggio verde.
Guido Badilatti, classe 1963, a fine febbraio andrà in pensione dopo 38 anni alla guida del Centro Sanitario Valposchiavo.
© Keystone-ATS / Maria Svitlychna

Nel 1988 varco le porte dell’Ospedale San Sisto e della Casa Anziani con entusiasmo, un pizzico di timore e, soprattutto, con un profondo senso di responsabilità. Sono pienamente consapevole dell’importanza che queste istituzioni rivestono per la Valposchiavo e della portata del compito che mi attende.

Le Suore Agostiniane mi accolgono con calore e semplicità. Il loro spirito pionieristico, unito a un’operosità instancabile, diventano per me una lezione di vita.

Se oggi siamo il Centro sanitario Valposchiavo (CSVP), una parte di questa identità nasce anche da loro.

Rimanere così a lungo nella stessa struttura sanitaria non è scontato. Per me, non è mai un traguardo personale, bensì un grande privilegio: accompagnare la crescita delle nostre istituzioni, affrontare insieme sfide e cambiamenti e contribuire a costruire qualcosa che oggi è ampiamente riconosciuto e condiviso anche oltre i confini della nostra Valposchiavo.

Questi anni non si possono ridurre a semplici numeri o statistiche. Sono volti, incontri, esperienze condivise, difficoltà superate e momenti di gioia vissuti insieme. Ogni progetto realizzato, ogni piccolo successo quotidiano, è possibile grazie a una squadra straordinaria: colleghe e colleghi che mettono professionalità e cuore in tutto ciò che viene realizzato.

Se oggi ripercorro questo cammino, non lo faccio per me, ma per tutti noi. È il frutto di un impegno collettivo, della dedizione e della passione di chi, ogni giorno, mette al centro la cura delle persone. Questo, in definitiva, è il valore che conta: il senso di comunità.

Per comprendere il presente e guardare al futuro con consapevolezza, mi soffermo su alcune tappe fondamentali della storia delle nostre istituzioni, che ho vissuto direttamente.

Centro operatorio protetto (COP)
Nel maggio 1989 iniziano i lavori per la costruzione del Centro operatorio protetto e dei rifugi antiaerei per il personale, collegati all’Ospedale tramite un sottopassaggio e destinati all’uso esclusivo in caso di guerra o calamità naturali. Fortunatamente, questa struttura non viene mai utilizzata, nemmeno durante la pandemia, quando il Governo cantonale ne impone l’attivazione.

Spitex
Il 20 febbraio 1990, su mandato dell’allora Regione Valle di Poschiavo, viene costituita l’associazione per l’assistenza sanitaria e domiciliare nella Valle di Poschiavo, l’attuale Spitex. Ventuno delegati – nove per il Comune di Brusio e dodici per il Comune di Poschiavo – nominano il comitato direttivo incaricato di avviare questo servizio prezioso e indispensabile per la popolazione.

Ospedale San Sisto
Nel 1990, dopo oltre sessant’anni di intenso servizio, le Suore Agostiniane decidono di rinunciare alla gestione dell’Ospedale San Sisto. Si apre così una fase complessa, dedicata alla redazione del contratto di cessione, alla definizione della convenzione per la ripartizione dei costi e all’elaborazione degli statuti.

Sono anni impegnativi, resi ancora più delicati dalle fragili relazioni tra i due Comuni. Tuttavia, il 6 dicembre 1992, oltre il 93% della popolazione approva la concessione dei crediti per l’assunzione e la futura gestione dell’Ospedale, nonché la relativa ripartizione dei costi, definita con estrema precisione.

Il 1993 segna una tappa storica: la gestione passa dalle Suore Agostiniane ai Comuni di Poschiavo e Brusio. Vengono istituiti il Consiglio di Fondazione, la Commissione ospedaliera e la Direzione. Nello stesso anno viene avviata la verifica del progetto di ristrutturazione dell’ospedale, un lavoro impegnativo che si sviluppa su un lungo arco temporale.

Servizio ambulanza
Nel 1994 l’Ospedale San Sisto assume dal Comune di Poschiavo la gestione del servizio ambulanza, avviandone una profonda riorganizzazione. All’epoca l’ambulanza – il celebre Range Rover entrato in servizio nel 1980 – è guidata da meccanici-garagisti e dal responsabile del servizio tecnico, mentre gli accompagnatori sono volontari in possesso di un corso base come soccorritori d’ambulanza.

Negli anni, grazie a un costante investimento in formazione e professionalizzazione, il servizio conosce una crescita significativa, consolidando la reputazione di cui gode oggi.

Cooperazioni con i medici consulenti
Nel corso degli anni vengono stipulati numerosi contratti di collaborazione con medici consulenti, in gran parte provenienti da oltre Bernina. Questa visione lungimirante, fondata sulla collaborazione e sulla complementarità delle competenze, permette di garantire servizi sempre più efficaci e vicini alla popolazione.

Mandato di prestazione e LAMal
A decorrere dal 1991 ci impegniamo con costanza nella rielaborazione del mandato di prestazione e nella pianificazione dei posti letto per il reparto acuto. In quegli anni il gruppo “La Scariza” si fa promotore di una petizione a sostegno dell’Ospedale San Sisto. Malgrado le difficoltà, l’istituto riesce a preservare il proprio mandato di approvvigionamento sanitario di base, successivamente confermato dal Governo cantonale.

Nel 1996 entra in vigore la nuova Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal), un cambiamento epocale che mette a dura prova gli ospedali e suscita forti reazioni nel mondo politico e sanitario.

Servizio onoranze funebri

Con la privatizzazione del servizio onoranze funebri nel 1996, l’Ospedale San Sisto e la Spitex Valposchiavo si liberano di un compito che, in realtà, non rientra nelle loro competenze.

Nuovo Ospedale San Sisto
Il 10 maggio 1998 la popolazione della Valposchiavo approva con il 93% dei voti il credito di 24,4 milioni di franchi per la costruzione del nuovo ospedale. Il progetto viene definitivamente confermato dal Governo il 21 dicembre 1999, con l’assegnazione di un sussidio cantonale che, a lavori ultimati, raggiunge i 13,5 milioni di franchi.

Nel 2000 iniziano i lavori di demolizione, costruzione e ristrutturazione dell’edificio originario del 1929.

Nel 2003 giunge però una “doccia fredda”: le misure di risparmio decise dal Gran Consiglio comportano il declassamento dell’Ospedale. La reazione è immediata e compatta: istituzioni, forze politiche, popolazione e sostenitori esterni raccolgono 4’574 firme a difesa della struttura. Dopo oltre due anni difficili, è possibile mantenere lo status quo – seppur con alcune rinunce – grazie a una nuova convenzione approvata dal Governo.

Nel 2004, in occasione dei 75 anni di attività, viene inaugurato il nuovo Ospedale e si conclude il trasferimento dei reparti; l’anno successivo riapre, completamente ristrutturato, l’edificio del 1929.

Sistemi di qualità e nuovi sistemi di finanziamento
Il percorso di miglioramento continuo conduce all’implementazione di vari sistemi di qualità con relative certificazioni fino all’adozione dell’attuale norma ISO 9001:2015 e all’accreditamento del servizio ambulanza.

Nel 2011 entra in vigore il nuovo sistema di finanziamento della lungodegenza basato sul grado di autosufficienza; nel 2012 vengono introdotti SwissDRG per il calcolo delle degenze dei pazienti acuti e il metodo contabile Swiss GAAP FER.

Nascita del Centro sanitario Valposchiavo (CSVP)
Il 2013 segna una svolta: le nuove direttive cantonali e la decisione delle Suore Agostiniane di cedere la Casa Anziani ai Comuni di Poschiavo e Brusio aprono la strada a una riorganizzazione complessiva. Il 5 giugno 2016 la popolazione approva la creazione del Centro sanitario Valposchiavo, che riunisce Ospedale San Sisto, Casa Anziani e Spitex. È una sfida organizzativa importante, portata a termine grazie allo spirito di collaborazione e al senso di responsabilità di tutti.

Pandemia e nuovi equilibri
Nel febbraio 2020 il Covid-19 mette alla prova l’intero sistema sanitario. Il CSVP assume un ruolo centrale di coordinamento per tutta la Valle, dimostrando non solo solidità organizzativa, ma anche una straordinaria coesione umana. Sono mesi segnati da decisioni difficili e restrizioni dolorose, necessarie per proteggere le persone più fragili. La pandemia rende evidente, più di ogni altra circostanza, quanto lungimirante sia stata la creazione del CSVP. A tutte le collaboratrici, a tutti i collaboratori e ai medici rivolgo il mio più sincero ringraziamento per il senso del dovere, la dedizione e il profondo spirito di appartenenza dimostrati in quel periodo così complesso.

Negli anni successivi maturano anche decisioni sofferte, ma inevitabili, come la chiusura del reparto maternità e della sala operatoria, assunte nel rispetto dei criteri di qualità, sicurezza e sostenibilità, con l’obiettivo di garantire nel tempo un servizio solido e responsabile per l’intera comunità.

Nuovo complesso sanitario
Il 17 febbraio 2024 viene inaugurato il nuovo complesso sanitario, che riunisce il Centro medico Valposchiavo, la farmacia Bernina, la Spitex, la nuova ricezione dell’Ospedale, diversi ambulatori medici, il parcheggio sotterraneo e l’eliporto. Si tratta di un traguardo significativo che non solo modernizza le infrastrutture, ma rafforza l’offerta sanitaria della Valle, garantendo un servizio sicuro, coordinato e orientato alle esigenze delle generazioni presenti e future.

Sguardo al futuro
La sanità sta cambiando profondamente: le innovazioni tecnologiche, i nuovi modelli di finanziamento, l’invecchiamento della popolazione e la crescente complessità normativa stanno trasformando il settore e incidono in modo significativo sui costi. Un ospedale periferico non può offrire ogni prestazione, ma può -e deve- garantire ciò che è appropriato, sicuro e sostenibile per il proprio territorio.

A breve saranno pubblicate le nuove direttive cantonali 2026–2036 sull’approvvigionamento sanitario nel Cantone dei Grigioni, dalle quali sono attesi ulteriori cambiamenti. In questo contesto, la collaborazione in rete e lo sviluppo di modelli di assistenza integrata -come quello rappresentato dal CSVP- costituiscono la scelta più lungimirante per assicurare qualità e sicurezza all’assistenza sanitaria regionale.

Il prossimo progetto per una nuova Casa Anziani rappresenta una sfida ambiziosa e al tempo stesso un ulteriore impegno concreto verso la nostra comunità.

In generale preoccupa il crescente peso della burocrazia, che rischia di sottrarre tempo ed energie alla cura delle persone. Il valore della persona deve rimanere il nostro punto fermo: un principio che auspico non venga solo preservato, ma continui a guidarci anche in futuro.

Associazioni esterne
Desidero ricordare due associazioni che contribuiscono in modo determinante allo sviluppo delle nostre strutture sanitarie. Anzitutto l’Animazione Terza Età (ATE), nata nel 1993, un’importante associazione di volontariato che conta oltre 500 soci e più di 100 volontari attivi in numerosi gruppi di animazione. Ancora oggi l’ATE rappresenta una colonna portante del CSVP.

Inoltre, il gruppo PER (Promozione Economica Regionale) contribuisce in modo determinante, dal 1998 al 2018, allo sviluppo dell’Ospedale San Sisto e del servizio ambulanza, garantendo contributi finanziari regolari per un importo complessivo prossimo al milione di franchi.

Ringraziamenti
Oggi il CSVP offre servizi integrati, gode di una solida situazione finanziaria e porta avanti una visione strategica orientata al futuro. Il merito dei risultati raggiunti va innanzitutto alla fiducia accordata dai pazienti, dai residenti lungodegenti e dagli utenti dei servizi domiciliari. Un ringraziamento speciale va agli organi istituzionali, ai medici e, soprattutto, a tutte le collaboratrici e a tutti i collaboratori che con professionalità, competenza e dedizione contribuiscono a costruire l’identità che il CSVP rappresenta oggi. Un grazie di cuore lo rivolgo anche alla mia famiglia.

Guardando indietro, non vedo solo traguardi raggiunti: scorgo entusiasmo, dedizione e la forza di una comunità che, passo dopo passo, sceglie di crescere insieme.

Guido Badilatti

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