Claudio Lardi parla dell'iniziativa «no a 10 milioni»

Claudio Lardi mette in guardia dal si all’iniziativa «no a 10 milioni». Spiega perché il sì e la conseguenza della disdetta dell’accordo sulla libera circolazione CH-Unione Europea colpirà direttamente tutti i frontalieri, inclusi quelli che lavorano al CSVP.
29.04.2026
2 min
Tipografia di una macchina da scrivere con la scritta "Lettera aperta" su un foglio.

Conseguenze di un sì all’iniziatiava "no ad una Svizzera da 10 milioni" per il Centro Sanitario Valposchiavo

Nell’ambito delle discussioni inerenti all’iniziativa, io, pensando alla Valposchiavo, ho sempre sottinteso che i frontalieri non fossero toccati da un’eventuale sì. Ora ho approfondito e con grande preoccupazione devo prendere atto che anche i frontalieri sono direttamente toccati da questa iniziativa che prevede nelle disposizioni transitorie, qualora la popolazione superi i nove milioni e mezzo di abitanti, che “l’accordo sulla libera circolazione tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea venga denunciato il prima possibile”

Se l’Accordo viene abolito lo status giuridico delle lavoratrici e dei lavoratori frontalieri viene a mancare. Difatti, secondo l’allegato I, articolo 7 dell’AFMP, le lavoratrici ed i lavoratori frontalieri sono definiti come una categoria a sé stante di persone occupate con diritto di risiedere in un paese e di lavorare in un altro. Con la disdetta dell’Accordo sulla libera circolazione viene dunque meno anche la base giuridica internazionale. Questo perché l’attuale possibilità di lavorare in Svizzera senza stabilirvi la residenza è direttamente collegata a tale accordo.

Occorre dunque sottolineare che i pendolari transfrontalieri sono parte integrante degli accordi sulla libera circolazione delle persone e che sarebbero direttamente colpiti dall’abolizione dell’Accordo, come implicito richiesto nell’iniziativa.

Circa il 50 % delle impiegate e degli impiegati del Centro Sanitario Valposchiavo (Ospedale, Spitex e Casa Anziani) sono frontalieri, cosa succederà se l’iniziativa avesse successo?

Io, a salvaguardia del Centro Sanitario Valposchiavo, voto NO!

avv. Claudio Lardi, già Consigliere di Stato

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