La decisione dell'UDC di sostenere l'iniziativa "200 franchi bastano!" è stata sostenuta da 66 voti contro 10 e un'astensione, si legge in un comunicato.
Se l'iniziativa venisse approvata, il partito continuerà a sostenere la sede della RTR nei Grigioni. "I risparmi non devono andare a scapito delle minoranze linguistiche, ma piuttosto dell'offerta sovradimensionata". Quest'ultima potrebbe essere fornita in gran parte anche da operatori privati, ha scritto l'UDC.
L'iniziativa è sostenuta anche dalla sezione grigionese Unione arti e mestieri. Secondo il direttivo le imprese sono colpite in modo sproporzionato dal canone radiotelevisivo.
Governo e altri partiti contrari
La settimana scorsa il Governo grigionese aveva raccomandato alla popolazione di bocciare l'iniziativa promossa a livello nazionale dall'UDC, l'Unione svizzera delle arti e mestieri e i Giovani PLR. Secondo quanto comunicato dall'esecutivo cantonale, le regioni periferiche come i Grigioni, unico cantone trilingue della Svizzera, sarebbero particolarmente colpite. Senza un finanziamento solidale, i programmi delle emittenti radiofoniche e televisive di lingua romancia e italiana sarebbero a rischio. I media privati non sarebbero in grado di colmare questa lacuna.
Anche le organizzazioni linguistiche Lia Rumantscha e Pro Grigioni Italiano mettono in guardia dalle gravi conseguenze per la visibilità delle lingue minoritarie. Pure la maggioranza dei partiti grigionesi si è espressa contro l'iniziativa, tra cui il PLR, il Centro, il PS e i Verdi liberali.
Votazione l'8 marzo
L'iniziativa popolare "200 franchi sono bastano!" prevede la riduzione del canone radiotelevisivo dagli attuali 335 franchi all'anno a 200. Le aziende sarebbero esentate dal pagamento.
I promotori dell'iniziativa sostengono che sia necessario alleggerire il carico fiscale delle famiglie in un periodo caratterizzato dall'aumento dei premi di cassa malati e degli affitti. Il comitato promotore dell'iniziativa chiede che la SSR si concentri sul suo mandato principale. Nel dibattito sull'iniziativa tenutosi in Consiglio nazionale a giugno, i rappresentanti dell'UDC avevano criticato il fatto che la SSR si stia espandendo sempre più nei settori dell'intrattenimento e dello sport, nonché nelle attività online.
Il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un controprogetto indiretto, che non verrà sottoposto a votazione. Esso prevede la riduzione progressiva del canone radio-tivù da 335 franchi a 312 nel 2027 e a 300 franchi nel 2029.