No all’iniziativa per il dimezzamento della SSR
I Grigioni sono un Cantone plurilingue e culturalmente variegato. Ed è proprio questo che è in gioco l’8 marzo. Con la cosiddetta iniziativa per il dimezzamento della SSR, l’UDC attacca frontalmente un pilastro fondamentale della nostra democrazia: la pluralità dei media e del plurilinguismo, la coesione sociale e la formazione della volontà democratica. Le regioni periferiche verrebbero ulteriormente indebolite; il romancio e l’italiano verrebbero relegati ai margini. Un’informazione equilibrata per tutte le regioni del Paese non sarebbe più scontata. I media privati non possono assumersi questo compito: per questo serve un servizio pubblico forte. L’UDC segue uno schema noto: indebolire le istituzioni, minare la fiducia e alimentare la polarizzazione. Chi osserva la situazione internazionale riconosce subito questa strategia. Il trumpismo non è più un’eccezione americana. Un no all’iniziativa di dimezzamento è un sì alla pluralità dei media, alla democrazia e a una Svizzera che resta unita – anche nelle regioni periferiche come i Grigioni.
Sì all’iniziativa per un fondo climatico
In quanto Paese alpino, la Svizzera è particolarmente esposta ai cambiamenti climatici: i nostri ghiacciai si sciolgono, le giornate torride si moltiplicano, i fenomeni meteorologici estremi aumentano. Nel 2023 la popolazione ha deciso che la Svizzera dovrà raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. L’iniziativa per un fondo per il clima è la soluzione che proponiamo per raggiungere questo obiettivo: essa permette investimenti nelle energie rinnovabili, nel risanamento degli edifici e in una mobilità moderna. In questo modo realizziamo, passo dopo passo, la transizione verso un approvvigionamento energetico rispettoso dell’ambiente, garantiamo benessere e creiamo nuovi posti di lavoro. I nostri argomenti: in Svizzera gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno sentire chiaramente ormai da tempo; la temperatura media è aumentata del doppio rispetto alla media globale. Attraverso il fondo per il clima la Confederazione investirà ogni anno dallo 0,5 all’1 per cento del prodotto interno lordo nella trasformazione delle nostre infrastrutture. Si tratta di un importo compreso tra i 4 e gli 8 miliardi di franchi che servirà a modernizzare le nostre infrastrutture a beneficio delle generazioni attuali e di quelle future – senza introdurre nuove imposte o tasse. Ogni anno la Svizzera importa energia per circa 8 miliardi di franchi: accettare l’iniziativa significa investire questi miliardi in Svizzera. Sostituendo il gasolio e il gas riduciamo il nostro grado di dipendenza dall’estero e le emissioni nocive per il clima.
Sì a un’imposizione individuale equa
Con l’imposizione individuale facciamo un passo avanti verso la parità: tutte le persone, a prescindere dal loro stato civile, saranno finalmente trattate allo stesso modo. Attualmente, infatti, le coppie sposate in cui entrambi i coniugi lavorano pagano spesso più tasse rispetto alle coppie conviventi. Per questo motivo molte donne sposate lavorano soltanto a tempo parziale. Questo sistema fiscale obsoleto consolida i ruoli tradizionali e rafforza le dipendenze finanziarie. È ora di porre fine a tutto questo. Per questo motivo diciamo sì all’imposizione individuale.
No all’iniziativa «Il denaro contante è libertà» e sì al controprogetto diretto
I promotori dell’iniziativa sul denaro contante vogliono che vi sia sempre «sufficiente» contante. Allo stesso tempo, se si dovesse cambiare la moneta nazionale, la decisione andrebbe presa dal popolo e dai Cantoni. Anche se sembra innocua, questa iniziativa è scritta in modo confuso e, considerato quanto già prevede la legge attuale, non è necessaria. Per questo diciamo no all’iniziativa sul denaro contante e appoggiamo il controprogetto diretto per i seguenti motivi: le richieste dell’iniziativa sono già state soddisfatte. Per poter sostituire il franco svizzero come valuta è già necessaria una modifica della Costituzione, da approvare dalla doppia maggioranza del popolo e dei Cantoni. Il controprogetto presentato eleva le disposizioni legislative già esistenti a livello costituzionale. In questo modo, secondo la volontà dei promotori, il franco svizzero viene stabilito come valuta e la disponibilità di contante viene rafforzata – entrambi a livello costituzionale.