AdC Valposchiavo - Votazioni federali dell’8 marzo 2026 – 4 X NO

L'Alleanza del Centro della Valposchiavo invita a votare no su tutte le proposte dell'8 marzo. I quattro "no" sono motivati da preoccupazioni per qualità del servizio pubblico, sostenibilità fiscale, equità sociale e certezza giuridica.
24.02.2026
4 min
Logo di Alleanza del Centro Valposchiavo con testo in blu su sfondo bianco e una curva arancione a destra.

1 - NO all’iniziativa 200 franchi bastano (Iniziativa SSR)

L’AdC respinge con fermezza l’iniziativa “200 franchi bastano”, perché metterebbe seriamente a rischio l’equilibrio e la qualità del servizio pubblico radiotelevisivo. Oggi la Svizzera italiana e la RSI ricevono un sostegno proporzionalmente più elevato rispetto ad altre regioni, garantendo un’offerta informativa completa e accessibile anche a una minoranza linguistica. Questo permette ai cittadini di partecipare consapevolmente alla vita democratica del Paese.

Una drastica riduzione del canone comporterebbe inevitabilmente tagli e una maggiore concentrazione dei contenuti nelle regioni più grandi e redditizie, penalizzando le aree periferiche. Le voci locali rischierebbero di essere marginalizzate.

Indebolire il servizio pubblico significa esporre l’informazione a interessi privati e logiche puramente commerciali, riducendo pluralismo e indipendenza. L’accettazione dell’iniziativa aumenterebbe inoltre il rischio di una diffusione di notizie false, distorte o manipolate da grandi gruppi economici o magnati dei media, interessati a orientare l’opinione pubblica secondo i propri obiettivi. Questo metterebbe in pericolo un’informazione libera, equilibrata e affidabile. Per garantire la coesione nazionale e il corretto funzionamento della democrazia diretta in Svizzera, è quindi essenziale preservare un servizio pubblico forte, inclusivo e accessibile a tutta la popolazione

Per le ragioni addotte l’AdC invita fermamente a respingere l’iniziativa, considerando anche il fatto che, entro il 2029, il canone sarà progressivamente diminuito dagli attuali 335 a 300 franchi.

2 - NO all’iniziativa popolare per una politica energetica e climatica equa

La tutela del clima è una sfida importante, ma questa proposta non rappresenta la soluzione giusta. Essa prevede infatti la creazione di un fondo finanziato con una quota compresa tra lo 0,5 e l’1% della prestazione economica della Svizzera, pari a circa 4–8 miliardi di franchi all’anno. Una tale spesa supplementare graverebbe in modo eccessivo sulle finanze federali e rischierebbe di richiedere aumenti fiscali o tagli in altri settori essenziali.

Attualmente, la Confederazione investe già circa 2 miliardi di franchi all’anno nella protezione del clima, utilizzando strumenti mirati ed efficaci. Questo approccio equilibrato consente di agire in modo responsabile senza compromettere la stabilità finanziaria del Paese.

L’iniziativa si basa soprattutto su nuovi sussidi, senza garantire un utilizzo efficiente delle risorse. Per proteggere sia l’ambiente sia la solidità delle finanze pubbliche, è quindi opportuno respingere questa iniziativa.

3 - NO alla legge federale sull’imposizione individuale

Come si potrebbe essere indotti a credere, l’approvazione della legge federale sull’imposizione individuale non rappresenta in nessun modo un passo verso un sistema fiscale più equo e moderno.

Questa riforma non elimina infatti le disuguaglianze, ma rischia di crearne di nuove. In particolare, le coppie sposate o in unione registrata con un solo reddito o con redditi molto diversi verrebbero penalizzate rispetto alle economie domestiche con due redditi simili. A farne le spese sarebbero soprattutto le famiglie, molte persone sole e il ceto medio, mentre i nuclei con redditi elevati ne trarrebbero vantaggio.

Il progetto introduce inoltre maggiore complessità amministrativa e più burocrazia, obbligando ogni persona a presentare una dichiarazione fiscale separata. Ciò comporta costi supplementari e un sistema meno efficiente.

L’AdC sostiene un sistema fiscale equo che non penalizzi le famiglie e il ceto medio. Per questi motivi, invitiamo a respingere questa proposta.

4 - NO all’iniziativa “Il denaro contate è libertà”, SI al controprogetto

L’AdC raccomanda di respingere l’iniziativa e d’approvare il controprogetto diretto. Entrambe le proposte mirano a rafforzare il ruolo del contante e del franco svizzero, ma il controprogetto lo fa in modo più chiaro, efficace e giuridicamente sicuro.

Il controprogetto iscrive nella Costituzione principi già consolidati, garantendo che la Banca nazionale svizzera continui ad assicurare l’approvvigionamento di denaro contante e che il franco resti l’unità monetaria nazionale. Si tratta di un segnale evidente che rafforza la fiducia nella nostra moneta e nelle istituzioni.

L’iniziativa, invece, utilizza formulazioni nuove e imprecise, che rischiano di creare incertezze giuridiche e complicazioni inutili. Inoltre, contiene disposizioni superflue, poiché ogni modifica costituzionale è già soggetta al voto popolare.

Per garantire certezza del diritto e stabilità monetaria, ribadiamo pertanto di respingere l’iniziativa, approvando invece il controprogetto diretto.

Alleanza del Centro Valposchiavo

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