Allora come oggi, si fa politica sulla paura dello «straniero». Allora come oggi, si ignora la realtà economica. Un sì a questo articolo costituzionale segnerebbe la fine degli accordi bilaterali con l'UE e aggraverebbe ulteriormente una già acuta carenza di personale qualificato. Regioni come i Grigioni, che sono già segnate dall'invecchiamento demografico e dipendenti dal lavoro straniero nella sanità e nel turismo, si troverebbero sull'orlo del collasso.
Basta uno sguardo al passato per svelare la visione retrograda dell'essere umano che sottende questa politica: i lavoratori stranieri sono tollerati finché risultano utili, ma diritti e ricongiungimento familiare vengono loro negati. Un ritorno al vergognoso statuto dello stagionale non farebbe che erodere la tutela salariale e indebolire tutti i lavoratori (alla lunga anche quelli con il passaporto rosso). I problemi del mercato immobiliare non si risolvono con la xenofobia, ma con politiche serie di edilizia sociale. Chi non vuole mettere a rischio la prosperità della Svizzera e la coesione del suo tessuto sociale dica No a questa iniziativa del caos.
Vincenzo Cangemi, Giuseppe Falbo