A pochi giorni dalla scadenza fissata per lunedì alle 16, Davide Vassella resta l’unico candidato annunciato alla carica di podestà del Comune di Poschiavo.
Nemmeno dall’assemblea straordinaria dell’UDC Valposchiavo è emerso un nome alternativo. Il partito democentrista, reduce dal significativo risultato ottenuto alle recenti elezioni cantonali, non presenterà dunque un proprio candidato alla successione di Giovanni Jochum.
«Già durante l'assemblea dello scorso anno, si discuteva di cercare un candidato per le prossime elezioni. Abbiamo fatto il giro delle liste e atteso una proposta, ma nulla»: così Davide Migliacci durante l'assemblea straordinaria.
L’UDC punta invece sulla candidatura di Fulvio Betti al Consiglio comunale. «Da 4 anni a questa parte mi sono messo a dispozione. Non nascondo ci siano state difficoltà, l'impegno c'è. Ma la cosa bella è la soddisfazione che dà la politica: quando la voglia di fare e la motivazione prevalgano sui motivi per rinunciare» ha dichiarato. Ilario Godenzi suggerisce invece di puntare a organizzare una buona costellazione del Consiglio comunale.
Anche gli altri partiti hanno finora ufficializzato soltanto i rispettivi nomi per l’Esecutivo: Graziano Crameri per l’Alleanza del Centro e Ruggero Tuena per il PLR. PoschiavoViva, accanto alla candidatura di Vassella a podestà, presenta Massimo Tuena per il Consiglio comunale.
Il termine per il deposito delle candidature non è ancora scaduto e resta quindi formalmente possibile che entro lunedì emerga un secondo nome. Tuttavia, dopo la decisione dell’UDC, l’ipotesi di una candidatura unica appare ora sensibilmente più concreta.
Vassella riconosce che una corsa senza avversari gli consentirebbe di programmare con maggiore tranquillità i prossimi mesi. Sul piano politico e democratico, però, non nasconde che avrebbe preferito un confronto.
«Dal lato democratico è un peccato: sarebbe bello essere in due», ha dichiarato a Il Bernina.
Una sfida per la carica di podestà, osserva, potrebbe ravvivare l’interesse della popolazione nei confronti della politica comunale. La possibile assenza di un’alternativa solleva però anche una questione più generale: la crescente difficoltà nel trovare persone disponibili ad assumere incarichi pubblici sempre più impegnativi.
«Dal Consiglio comunale in su non basta dire: faccio un po’ di politica», osserva Vassella. La disponibilità personale, da sola, non è sufficiente: occorre riuscire a conciliare il mandato con la professione e la vita privata, potendo contare anche sulla necessaria flessibilità da parte del datore di lavoro.
La stessa candidatura di Vassella è maturata definitivamente dopo la sua recente elezione in Gran Consiglio. Un risultato in parte inatteso che, come ha spiegato, ha modificato rapidamente il quadro personale e politico e lo ha spinto ad assumere anche questa nuova responsabilità.
Nel comunicato con cui ne ha annunciato la candidatura, PoschiavoViva presenta proprio il mandato cantonale come un valore aggiunto. La presenza a Coira dovrebbe permettere a Vassella di seguire da vicino le dinamiche cantonali, tutelare gli interessi di Poschiavo e cogliere nuove opportunità di sviluppo per il territorio.
Se lunedì alle 16 non dovesse comparire un altro nome, l’elezione del prossimo podestà avverrebbe dunque senza una vera competizione. Vassella sottolinea tuttavia che, anche in questo caso, l’incarico non potrebbe essere interpretato come la rappresentanza di una sola parte politica.
«Già in Consiglio non ci si limita a rappresentare il proprio partito. Si prova a rappresentare tutta la cittadinanza, anche andando oltre il proprio schieramento».
Il quadro definitivo sarà noto soltanto alla chiusura delle liste. Fino ad allora il condizionale resta necessario. Ma dopo la scelta dell’UDC di non presentare un proprio candidato, la possibilità che Vassella corra da solo non è più soltanto un’ipotesi remota.