Prima la legge poi la vita

Incredibile doverlo dire nel nostro Paese! Ma come altrimenti giudicare le risposte che dà la politica governativa a problemi che toccano i diritti umani stessi della persona?
01.06.2026
3 min
Tipografia di una macchina da scrivere con la scritta "Lettera aperta" su un foglio.

Incredibile doverlo dire nel nostro Paese! Ma come altrimenti giudicare le risposte che dà la politica governativa a problemi che toccano i diritti umani stessi della persona? I diritti che intendo sono quelli della sicurezza e della salute e li cito in base a due casi precisi che riguardano entrambi la nostra zona di confine tra Grigioni e Ticino. Il caso attuale della mafia per cui il Moesano non può difendersi come il Ticino e quello passato della pandemia Covid. Due casi molto diversi uno dall’altro ma con gli stessi impedimenti derivanti da una differenza legislativa. Il Ticino ha creato strumenti per difendersi dalla mafia ed ha scelto di andare oltre la legge laddove la stessa può minacciare la vita. Il Grigione persiste nella sua attitudine ligia a quella legalità che pone la legge prima della vita. Atteggiamento purtroppo condiviso da Berna perlomeno per quanto riguarda la richiesta del casellario giudiziale (la notizia è di questi giorni). Stesso atteggiamento dei Grigioni nel caso Covid: c’erano già i morti alla frontiera tra il Ticino e l’Italia ed il cantone direttamente confinante a sud con i Grigioni aveva già adottato le misure di protezione per la sua popolazione mentre Coira taceva e prima di agire, malgrado sollecitazione, aspettava Berna e la legge. Insomma: prima la legge e poi la vita indipendentemente dal fatto che i virus non si sarebbero fermati per legge alla frontiera Ticino Grigioni.

Non si vuole insomma capire che di fronte ad un pericolo per la vita delle persone non può essere solo la legge a determinare le azioni di chi governa. Occorre una valutazione del pericolo e la decisione del minor male se il maggior bene non è raggiungibile. Il minor male può essere la disobbedienza ad una legge. Non dimentichiamo che i diritti umani sono anzitutto i diritti naturali della persona. Quelli che servono alla sua sopravvivenza. Non lo dico certo solo io: l’hanno detto coloro che hanno emesso nel 1948 la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (oggi Diritti Umani), lo dice la teologia morale mentre il filosofo e sociologo Jürgen Habermas, appena scomparso, non ha smesso di metterci in guardia su quel diritto positivo delle leggi scritte dagli uomini e certamente non sempre scritto bene.

Sia chiaro, questo non significa lo scempio legislativo che sta facendo Donald Trump e i suoi famigerati accoliti. Per costoro i diritti umani sono pura carta straccia. Fortunatamente a questo punto non siamo ma attenzione…perché la parabola dei valori è fortemente in discesa. Mettiamoci pure, tanto per stare nell’attualità, anche la celebrazione neonazista di Thusis. E siamo sempre nel tranquillo, conforme ed ordinato Cantone dei Grigioni!

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