NO all’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni»
L’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» non offre risposte concrete alle difficoltà quotidiane vissute da molte persone. Temi fondamentali come l’aumento dei premi di cassa malati, il caro alloggi o il rafforzamento dei servizi pubblici vengono ignorati, mentre si alimentano paure e divisioni. Per regioni periferiche e di montagna, come la Valposchiavo e molte altre valli grigionesi, questa proposta rappresenta un rischio reale: la nostra economia e i nostri servizi dipendono anche dal contributo di lavoratrici e lavoratori provenienti dall’estero, in particolare nei settori della sanità, del turismo, dell’agricoltura e dell’artigianato. Senza di loro, diventerebbe ancora più difficile garantire servizi essenziali e mantenere posti di lavoro.
Questa iniziativa richiama inoltre un passato che non dobbiamo ripetere. Il cosiddetto “Saisonnierstatut”, in vigore fino agli anni Novanta, limitava fortemente i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori stranieri: erano ammessi solo temporaneamente, spesso senza la possibilità di ricongiungimento familiare e con poche tutele sociali. Le persone venivano considerate forza lavoro “usa e getta”, accettate solo finché risultavano utili all’economia. Riproporre oggi una logica simile significa fare un passo indietro sul piano dei diritti, ma anche indebolire l’intero mercato del lavoro. Un sistema basato su lavoratori con meno diritti esercita infatti una pressione al ribasso sui salari e sulle condizioni di lavoro di tutti. Non è così che si protegge il lavoro in Svizzera.
Inoltre, questa iniziativa metterebbe in pericolo gli accordi bilaterali con l’Unione Europea, fondamentali per la stabilità economica e per le opportunità delle giovani generazioni. Il rischio è anche quello di aggravare la già presente carenza di personale qualificato, soprattutto in ambiti cruciali come la sanità. Si tratta quindi di una proposta che non solo non risolve i problemi, ma rischia di crearne di nuovi, alimentando divisioni e indebolendo la coesione sociale. Per tutte queste ragioni, è importante votare convintamente NO.
NO alla modifica della legge sul servizio civile
Il servizio civile rappresenta un sostegno concreto alla nostra società. Ogni anno centinaia di giovani prestano servizio in ospedali, case anziani, scuole, progetti ambientali e attività sociali che sono particolarmente importanti anche nelle regioni periferiche e di montagna.
La revisione della legge vuole rendere più difficile l’accesso al servizio civile attraverso nuove restrizioni burocratiche e ostacoli inutili. Questo indebolirebbe un sistema che funziona e che porta benefici reali alla collettività. In molte regioni discoste, dove il personale spesso manca, il contributo dei civilisti è prezioso per mantenere servizi e attività di utilità pubblica.
Limitare il servizio civile significa anche ridurre la libertà di scelta dei giovani che desiderano impegnarsi in modo responsabile e utile per la società. Invece di penalizzare questo impegno, dovremmo valorizzarlo e rafforzarlo.
Vassella, Liver e Pianta in Gran Consiglio – Peter Peyer in Governo
In vista delle elezioni cantonali, raccomandiamo di sostenere con convinzione la lista 6 e quindi le candidate e i candidati del Partito Socialista.
In modo particolare vi invitiamo a votare Mattia Pianta nel circolo di Brusio e Davide Vassella e Selina Liver nel circolo di Poschiavo. Inoltre, sosteniamo Peter Peyer per il Governo.
Un Grigioni forte si costruisce investendo nella coesione sociale, nella solidarietà e nello sviluppo equilibrato di tutte le regioni, non attraverso chiusure o divisioni. Per questo è fondamentale fare scelte responsabili e orientate al bene comune.