Da docente e da papà, mi trovo sempre più spesso davanti alla stessa scena: bambini piccoli con in mano uno schermo, silenziosi, immobili, passivi, “gestibili”.
Mottis esorta al silenzio dopo una tragedia come segno di rispetto e civiltà. Critica il rumore dei social e invita a educare i giovani alla sospensione del giudizio e alla dignità del dolore.