Pioggia nel tardo pomeriggio: cielo basso e acqua nera. Tutto pronto e tutti pronti, qualunque cosa decidesse il cielo. Ma verso sera, sciolte le nuvole, l'Openair al Lagh è partito al meglio.
Venerdì 19 giugno, prima delle 3 giornate dell'Openair al Lagh 2026.
Cassa aperta alle 17:00. Dietro l'organizzazione, circa 40 volontari, i Soci Spars, e una manifestazione senza scopo di lucro. Sul Palco Grant ha aperto la Recycling Big Band; sotto la DJ Tent, MG420 teneva il ritmo.
Alle 19:00 è salita Ishantu: voce calda, blues, soul e folk, un repertorio cresciuto tra New Orleans e Ibiza e l'aria si scaldava.
Alle 21:00, i The Vad Vuc. Dialetto ticinese, folk irlandese e bretone, dentro una scheggia di punk. Quasi 400 concerti alle spalle, ritornelli veloci e taglienti: e il prato ha iniziato a saltare.
Alle 23:15 i Palko!Muski. Da Zurigo, polka, disco e gypsy a tutta velocità, con la fisarmonica a fare da motore. Una band che esiste per far ballare, e lo si è visto: davanti al palco il prato è diventato una cosa sola, in movimento fino all'ultima fila. L'energia più alta della serata.
Poi la notte. DJ High Definition. Alpha Tango. Miokka. La DJ Tent che non si ferma. A Li Vegli la jam session aperta: sale chi vuole, suona chi può.
Musica dal vivo, dj set, cucina del territorio, gente di ogni età sullo stesso prato. La prima delle 3 notti si è chiusa con il lago già grigio d'alba.
In una valle defilata, una serata così non è scontata; servono organizzazione, volontari e un po' di coraggio per portare certi nomi fino a qua: la prima notte ha detto che la formula, trasferita da Cavaglia al lago, funziona ancora.
L'Openair al Lagh prosegue sabato 20 — con i Modena City Ramblers sul Palco Grant — e domenica 21 giugno. Galleria fotografica e video qui sotto.