Dal 2 al 4 ottobre 2026 torna Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo, l’appuntamento dedicato alla produzione letteraria svizzera nelle sue quattro lingue nazionali. Giunto alla sua sesta edizione, l'appuntamento si conferma come uno degli spazi più originali e autentici di dialogo culturale nel panorama svizzero: tre giorni di letteratura e poesia, letture e incontri, e numerose occasioni di scambio con autori e autrici provenienti dalle diverse regioni della Svizzera, in un contesto che favorisce il dialogo diretto con le lettrici e i lettori.
Il festival si distingue inoltre per la sua vocazione alla sostenibilità e alla costruzione di reti culturali durature, resa possibile dalla collaborazione con istituzioni locali e partner nazionali. Un modello che guarda al lungo periodo, convinto che la letteratura possa, e debba essere, un ponte tra le identità che compongono la Svizzera.
LE PAROLE DEL CORPO È IL TEMA DELL’EDIZIONE 2026
Il tema scelto per l’edizione 2026 è Le parole del corpo, un’indagine sul rapporto tra scrittura e corporeità. Al centro del programma ci saranno i corpi che scrivono, leggono e si trasformano: corpi sono quelli che impugnano una penna o siedono di fronte a una tastiera, sono movimenti del corpo quelli che spesso accompagnano le letture ad alta voce, metronomi di un ritmo scritto e da trasmettere. Sono corpi quelli dei personaggi che affrontano le proprie trasformazioni (l’adolescenza, la vecchiaia, la transizione di genere).
A tutti questi corpi, alle parole che creano e contengono, sarà dedicata l’edizione 2026 di Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo. Un tema che apre a riflessioni trasversali, dalla dimensione più intima a quella collettiva.
IL PREMIO SVIZZERO DI LETTERATURA MASSIMO GEZZI È IL PRIMO OSPITE ANNUNCIATO
L’autore Massimo Gezzi è il primo ospite annunciato di questa nuova edizione del festival.
Nato nelle Marche nel 1976, vive attualmente Lugano, dove lavora presso il Liceo Cantonale di Lugano 1. Con il suo Il numero dei vivi del 2015, ha vinto, tra gli altri, il Premio svizzero di letteratura. È membro della Giuria del Premio Giorgio Orelli e responsabile della collana di poesia della casa editrice Marcos y Marcos. Nel 2025 ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo Adriatica, per Feltrinelli editore, proposto per il Premio Strega 2026.
È ANCORA APERTO IL BANDO PER IL LABORATORIO DI TRADUZIONE
Allo scopo di portare maggiormente l’accento sulla questione linguistica, per il secondo anno consecutivo Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo organizzerà, nei giorni che precedono il festival, un laboratorio professionalizzante di traduzione letteraria condotto Luciana Cisbani (traduttrice dal francese all’italiano) e da Ruth Gantert (traduttrice dal francese al tedesco). Da lunedì 28 settembre fino a giovedì 1° ottobre le corsiste e i corsisti alloggeranno a Poschiavo e, al termine del laboratorio, ci sarà una lettura pubblica nella piazza di Poschiavo. Il bando, scaricabile sul sito https://lettereallavalposchiavo.ch/, è attivo fino al 1° maggio
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Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo nasce da un’idea di Begoña Feijoo Fariña, coordinatrice del Progetto, e si avvale di un comitato di programmazione composto da Walter Rosselli (Scrittore e traduttore dal romancio e dal francese), Fabiano Alborghetti (Poeta e promotore culturale, Premio svizzero di letteratura 2018), Ruth Gantert (Traduttrice, redattrice e mediatrice culturale), oltre che dalla stessa Begoña Feijoo Fariña (Scrittrice e promotrice culturale Premio Svizzero di letteratura e Premio letterario grigione 2026).
Il festival si avvale della COLLABORAZIONE di: Casa della letteratura per la Svizzera Italiana, Viceversa Letteratura, Premio letterario Grigione e del media partenariato SRG SSR RSI , oltre a numerose altre realtà in via di definizione.