Perché votare SI il 14 giugno

Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Romano Losa, candidato UDC Moesano al Gran Consiglio, in vista della votazione del prossimo 14 giugno.
21.05.2026
5 min
Una macchina da scrivere vintage con un foglio che riporta la parola "Votazioni".

Dire di SI a una Svizzera a “10 milioni bastano” (iniziativa per la sostenibilità), non è un riflesso dettato della paura, nemmeno un rifiuto del mondo che ci circonda o una forma di razzismo, come altri partiti dipingono l’iniziativa lanciata dall’UDC. Si tratta semplicemente di richiamare un fatto fondamentale: una nazione che non gestisce la propria evoluzione demografica, non controlla il proprio destino. Questo concetto a quanto sembra disturba molto gli oppositori all’iniziativa con proclami e previsioni catastrofiche per la nostra socialità e la nostra l’economia. Nessuno dimentica che nel 1992 il popolo negò l’adesione all’UE e due consiglieri federali di allora, ebbero a dire che quella era la giornata più nera della storia della Svizzera. Come tutti ben sappiamo i fatti hanno dimostrato l’esatto contrario. Oggi siamo una delle nazioni mondialmente all’avanguardia in tutti i settori pur non aderendo all’UE e non solo grazie alla manodopera straniera, ma grazie soprattutto alla nostra formazione e alla qualità dei prodotti e dei servizi con un grande valore aggiunto e tecnologicamente innovativi. Pur ammettendo che ci sono delle criticità, in particolare a riguardo del settore dell’asilo e dello sfruttamento del territorio, gli oppositori non citano soluzioni, ma si limitano a inculcare negli elettori futuri scenari catastrofici, soprattutto per l’economia, settore nel quale evidentemente hanno interessi che il trend attuale continui. Palese inoltre la contraddizione dei Verdi che dovrebbero difendere il territorio, ma che in questo caso sono contrari. Solo l’UDC cita i dati che dimostrano che la tendenza va corretta. Eccone alcuni:

  • La popolazione Svizzera ha raggiunto 9,2 milioni di abitanti nel 2025, con un incremento di 2.1 milioni negli ultimi 20 anni.

  • Con una quota del 28%, la Svizzera registra una delle più alte percentuali di stranieri in Europa (2.2 milioni di stranieri nel 2025)

  • L’attuale incremento netto annuo è di circa 80000 abitanti, pari al numero di abitanti della città di S. Gallo.

  • Ogni secondo 1 metro quadrato di territorio viene cementificato per rispondere al costante aumento delle richieste di alloggi, con conseguente aumento degli affitti, riduzione della superficie coltivabile, aumento dei costi dei terreni e di tutte le infrastrutture necessarie, sovente a carico dei Comuni.

  • Ogni anno servono 45000 nuove abitazioni, centinaia di classi scolastiche, più personale sanitario, più strade e fonti energetiche.

  • Solo 1 immigrato su 10 è effettivamente impiegato in settori di cui abbiamo veramente bisogno, 4 su 10 sono impiegati in settori che potrebbero essere coperti dai 168000 disoccupati dei quali più della metà stranieri. Gli altri 5 immigrati su 10 rimanenti non lavorano, ma sono a carico solo in parte da chi in famiglia esercita un’attività lucrativa, ma lo sono invece per la collettività e incidono pesantemente sui bilanci dei Comuni, del Cantone e della Confederazione. I costi per l’integrazione, per i ricongiungimenti famigliari, per il sostegno per alloglotti, per le cure mediche-ospedaliere e psicologiche e per le infrastrutture pubbliche sono lievitati enormemente negli ultimi anni.

  • Il 70% dei detenuti nelle carceri svizzere è straniero e se consideriamo che gli stranieri sono il 28% della popolazione Svizzera il dato è allarmante. Un giorno di carcere costa in media 300 CHF a carico del contribuente.

  • I richiedenti l’asilo sono in totale 300000 mila (26000 richieste nel 2025) dei quali solo il 17 % ottiene diritto alla protezione, gli altri dovrebbero lasciare il territorio, ma non lo fanno. A queste cifre dobbiamo aggiungere i 72000 cittadini ucraini, beneficiari dello statuto S. La Confederazione stima a 4 miliardi di CHF/annui le spese per l’asilo. Per gli statuti S dal 2022 sono stati spesi 3 miliardi di CHF e nel contempo ci vengono a dire che per finanziare l’AVS occorre aumentare le deduzioni sui salari e l’IVA!

  • Nel 2024 i beneficiari di assistenza sociale in Svizzera erano 374000, dei quali 119000 svizzeri, 83000 stranieri e 172000 nei settori (N,S,F,B)

Si potrebbe continuare a citare altri dati, ma i cittadini vivono quotidianamente le conseguenze di una demografia fuori controllo. Basta considerare il traffico congestionato, la qualità dei servizi in calo, i tempi di attesa nelle strutture pubbliche, i costi degli alloggi, una crescente insicurezza, (specialmente nelle zone urbane), la difficoltà per i giovani a trovare un’occupazione idonea alla loro formazione e la pressione sui salari dovuta al dumping. Anche il settore della formazione è in difficoltà con classi numerose e eterogenee, nelle quali i docenti faticano a portare avanti i programmi scolastici previsti, ma si devono adeguare in quanto gli spazi sono limitati e i costi per nuove infrastrutture non sono più sostenibili da parte dei Comuni e dei Cantoni.

Per concludere non dimentichiamo che Svizzera è sempre stata terra di accoglienza e anche in futuro lo sarà, ma si auspica che chi arriva da noi contribuisca al benessere della collettività e si integri con le nostre tradizioni e la nostra cultura. Ciò è possibile unicamente se abbiamo il controllo sull’evoluzione demografica. L’iniziativa non vuole chiudere le frontiere, ma assicurare una crescita della popolazione sostenibile e obbligare il Consiglio Federale a prendere le misure necessarie affinché ciò avvenga.

Per queste e altre ragioni l’UDC invita a votare SI all’iniziativa che mira a tutelare il territorio e in particolare la nostra struttura sociale e le nostre peculiarità che hanno permesso il nostro successo.

Romano Losa

Candidato UDC Moesano al Gran Consiglio

Lista 4

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