St. Moritz, 29 marzo 2026
Il Comitato Spontaneo, rappresentato da Cristiana Sartorio e dall avvocato Attilio Franchi desidera esprimere un sentito ringraziamento a Don Hipolito Garcia Robles per la comunicazione relativa al ripristino delle celebrazioni in lingua italiana.
È raro che un provvedimento amministrativo riesca a sortire un effetto pastorale così profondo. Dobbiamo infatti dare atto al Parroco di essere riuscito, con il suo precedente annuncio di soppressione, in un’impresa storica: compattare l’intera comunità italofona. In fondo, Don Hipolito, ci piace pensare che la sua sia stata una mossa provvidenziale e quasi "pedagogica", studiata ad arte per scuoterci dal nostro torpore e indurci a tornare vivi e attivi. Se l'intento era quello di testare il nostro fervore, il suo obiettivo è stato pienamente raggiunto.
Del resto, proprio l'italianità della nostra comunità è stata il motivo che lo ha portato a St. Moritz nel suo ruolo originario di Vicario per la lingua italiana; vederlo oggi ripristinare ciò che sembrava perduto ci rassicura sulla sua memoria storica. Grazie, dunque: un grazie sentitissimo per averci ricordato che la fede è viva e che, quando si tocca la lingua madre, anche i banchi più polverosi si riempiono di colpo.
Un diritto, non una concessione
Siamo lieti che la parrocchia abbia riconsiderato la propria posizione, comprendendo che la Messa in italiano a St. Moritz non è un "servizio turistico" o un accessorio stagionale da svendere nei periodi di bassa affluenza. Come emerso dai cordiali incontri con la Presidente Susy Wiprächtiger, che ringraziamo per la squisita accoglienza e per la trasparenza sui dati fiscali, il contributo della comunità italofona (composta da residenti e dai numerosi lavoratori frontalieri) supera il milione e mezzo di franchi annui, su un gettito complessivo di circa 2 milioni.
È dunque rassicurante sapere che i princìpi sanciti dalla Costituzione Cantonale e dai regolamenti della Landeskirche — che tutelano il plurilinguismo dei Grigioni — siano tornati al centro dell'agenda parrocchiale. Il rispetto di questi diritti non è solo un atto di giustizia, ma la base stessa di una reale integrazione che non deve mai tradursi in "gentile esclusione". Tuttavia, con tre quarti del bilancio parrocchiale garantiti dagli italofoni, ci saremmo aspettati forse qualcosa in più di una "restituzione condizionata".
Ponti e Collaborazioni
Un ringraziamento speciale va alla Pro Grigioni Italiano, nella figura del suo presidente Franco Milani, che ha preso a cuore la nostra causa con pragmatismo e visione. La sua capacità di gettare ponti laddove altri vedevano solo muri ha permesso di trovare una strada comune, dimostrando che la tutela della lingua italiana è un valore attivo e non solo un paragrafo polveroso dello statuto cantonale.
Vigilanza e Futuro
Accogliamo con un sorriso la notizia del ripristino delle celebrazioni, sebbene rimanga una nota di perplessità per quelle sospensioni nei mesi di maggio e novembre — e per quella vaga allusione a ulteriori riduzioni in "bassa stagione" — che sembrano suggerire che lo Spirito Santo parli italiano solo quando gli hotel sono pieni. Per aiutare la parrocchia a superare la "fatica" nel reperire collaboratori, sarà cura del Comitato suggerire nei prossimi mesi una serie di nomi di sacerdoti preparati.
Proprio perché abbiamo imparato a non dare più nulla per scontato, comunichiamo che il Comitato non si scioglie, anzi: dalla prossima Assemblea del Comune Parrocchiale la nostra partecipazione non sarà più solo simbolica, ma numerosa, preparata e... molto attenta. Siamo certi che Don Hipolito e il Consiglio apprezzeranno questo nuovo fervore dei fedeli, finalmente pronti a sedere con competenza (e le antenne ben dritte) ai tavoli dove si decide il futuro della nostra comunità.
Ringraziamo ancora per averci ricordato quanto siamo uniti.
Con immutata stima,
Cristiana Sartorio Rappresentante del Comitato Spontaneo