Sulla barca, nella tempesta, Gesù rimprovera i discepoli perché hanno una “fede piccola”, che pensa “in piccolo”, che rende timorosi e aridi. E li esorta ad aprire occhi e cuore per allargare il loro orizzonte.
Gesù ci incontra, oggi, nell’annuncio del suo messaggio, in parole e gesti, e ci invita non a una religiosa festa scintillante, bensì ad attraversare insieme a lui, con rinnovata fiducia, le tempeste della vita.
La fede vive di una promessa. E questa promessa è indicata dai barlumi di luce che rimandano all'alba che attendiamo, ovvero al regno di Dio la cui venuta invochiamo nel Padre nostro. Tutta la vita, tutta la fede, è un'attesa trepidante che la promessa si avveri.
"La luce c’è, non ci sono solo tenebre nel nostro mondo. Inoltre, la luce risplende, è piena di forza e di vita. E ancora, la luce risplende nelle tenebre: non fuori dalle tenebre, ma dentro le nostre tenebre, qui e ora.".
Tra le immagini che possiamo scegliere per rappresentare il periodo d’Avvento, vi propongo quella di una porta aperta: un’immagine di speranza e di fiducia in un avvenire possibile.
Oggi l’umiltà è respinta e derisa. Nel migliore dei casi è forse stimata una buona virtù, ma considerata un assurdo in una società terribilmente competitiva, con le sue votazioni e graduatorie. Ma è davvero una virtù da dimenticare?
Sermone del 02.11.2025 «Giudicate voi se è giusto, davanti a Dio, ubbidire a voi anziché a Dio. Quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo viste e udite» (Atti 4, 5-7.18-20).