"Il Bernina" vuole proporre ai propri lettori un piccolo tuffo fra passato e presente nella fervida vita culturale valposchiavina. Tra le innumerevoli attività proposte annualmente spiccano sicuramente quelle di artisti che si fermano in Valle per più giorni, ospitati dagli organizzatori degli eventi. Questo da un lato consente alle personalità ospitate di vivere appieno una piccola realtà come quella della Valposchiavo, dall’altro permette al pubblico di casa di poter interagire con gli artisti non solo durante la performance, ma anche nel quotidiano.
Un piccolo viaggio, reso possibile dalla disponibilità delle organizzatrici, che, partendo da Cornelia Müller, se vogliamo la madrina delle residenze artistiche, passa per Paola Gianoli con le sue residenze legate al mondo della danza e si conclude con le recenti residenze creative di Begoña Feijoo Fariña.
Cornelia, da dove e quando è partita l'idea delle residenze artistiche Uncool?
Nel Maggio1999 è nato il primo festivalUNCOOL, un festival di musica Jazz, musica contemporanea e internazionale, musica Ethno; tutta musica stupenda che avevo avuto il privilegio di sentire negli ultimi anni a Berlino e sui diversi palchi dei festival in Europa. Volevo farla sentire nella terra della mia bisnonna materna Mathilde Dorizzi di San Carlo e di suo figlio, mio nonno poschiavino Eugenio Bondietti.
Dopo 8 eccezionali festival (1999 – 2012) ho dovuto abbandonare il progetto a causa di deficit continui che non sono più stata in grado di coprire. Per non perdere completamente la musica in un ambito rurale ho iniziato a creare delle residenze artistiche nel 2013.
Chi è stato il primo ospite in assoluto? Quando?
Il primo ospite è stato il bassista e violinista americano Henry Grimes con sua moglie Margaret Davis. Sono stati ospiti dal 27 aprile al 18 maggio 2013. Da questo incontro gioioso si è creato un CD pubblicato come prima edizione sul label uncool edition. VediTONE OF WONDER
Più avanti Henry Grimes ha fondato il quartetto MAGIC SCIENCE QUARTET con Marshall Allen (sassofono, flauto, EVI, Casio VL-tone), Avreeayl Ra (batteria, flauto nativo americano indiano) e me (KA, pianoforte). Abbiamo suonato diversi concerti in Europa e anche a Poschiavo accompagnando il mio film mutoEDIPO.
Da scrollare suDOUBLE SPIRAL INFINITY QUARTET(il quartetto seguente).
Quanti sono stati circa gli artisti che ha ospitato in tutti questi anni?
Compresi gli artisti in residenza che hanno suonato per l’ultimo concerto del 2025, sono 310 artisti (maggiormente musicisti) a partire dal 2013 fino ad ora. Alcuni sono tornati per una seconda o terza residenza – affezionati di Poschiavo e dintorni. Attualmente si contano 15 residenze all'anno con solisti, duetti, trii e quartetti. Su uncool.ch >>>EVENTSsi può informarsi sui concerti passati e futuri.
Come sceglie gli artisti da invitare in Valposchiavo?
Non scelgo. Scelgono loro. L’unico criterio è che siano professionisti e si impegnino a rimanere nella Valle per le 3 settimane della residenza. I musicisti possono scegliere la data della residenza. Attualmente stiamo prenotando le residenze per il 2033. Offriamo una piattaforma nella Casa Hasler Poschiavo dove verso la fine della residenza presentano la loro musica in un concerto / una performance. Vedi uncool.ch >>>EVENTS.
Esistono dei canali (pubblicità, inviti sui social) dai quali l’eventuale artista può auto candidarsi o quella di chi contattare è comunque sempre una sua scelta?
Spesso avviene il passa parola fra i musicisti che sono stati in residenza e i nuovi interessati, che mi scrivano un email. Altrimenti si trova il mio contatto sul sitoUNCOOL.
Come raggiungono la Valposchiavo questi artisti? Da soli o dovete andare a prenderli? Con mezzi propri o viene fornito anche il trasporto?
La gran parte degli artisti arrivano in treno a Poschiavo in stazione dove gli diamo il benvenuto e li accompagniamo a piedi alla loro residenza. Offriamo anche una cena dopo il loro lungo viaggio. Pochi arrivano in macchina, soprattutto chi ha strumenti che vuole usare durante la residenza. Le spese del viaggio sono a carico dei musicisti.
Dove vengono ospitati fisicamente?
Alloggiano nell’appartamento al primo piano della mia casa al Pozzo, costruito dal mio bisnonno Pietro Bondietti nel 1893. In più è disponibile la stanza gialla con bagno e la sala musica con pianoforte, contrabasso, batteria (senza piatti) e qualche strumento di percussione.
Hanno una diaria (un compenso giornaliero)?
All'arrivo ricevono 600 CHF a persona per il soggiorno di tre settimane.
Come sostenete i costi di alloggio, trasporto ed eventuale salario degli artisti?
Il progetto Artisti in Residenza è sostenuto dalla promozione culturale del Comune di Poschiavo e del Cantone dei Grigioni, da varie fondazioni e sponsor, finora anche da Valposchiavo Turismo, dalle donazioni e soprattutto anche dal lavoro offerto gratuito.
Ha ricordi legati a qualche artista in particolare in tutti questi anni?
Con alcuni musicisti è nata una bellissima amicizia consolidata nel corso degli anni. Così con Miho Shimomura, che ha suonato con noi il Concerto di Capodanno (31 dicembre presso la Casa Hasler), con Thomas Rohrer che si è trasferito da Sao Paolo Brasile a Poschiavo, con Laura Schuler, con Maria Lucchese e Matthias Bauer, con Alex Levine e suo quartetto, con Biliana Voutchkova che mi ha invitato a suonare con lei a Berlino, con Grigori Katz un bassista classico, con Andrew Lafkas, con Radim Hanousek, con Sean Noonan, con Charlotte Hug e Lucas Niggli, con Pia Palme, con Sainkho Namtchylak che passava un anno a Poschiavo, con Marta Zapparoli, con Christof Zurbuchen che mi ha invitato di suonare con lui diverse volte, con Ken Filiano e Andrea Wolper, con Wayne Horvitz e Robin Holcomb che da qualche anno passano i mesi primaverili a Poschiavo….
Vorrebbe dire qualcosa per sensibilizzare ancora maggiormente il pubblico valposchiavino verso questo tipo di cultura dell'ospitalità?
L’ospitalità è una qualità umana e sociale molto preziosa e ricca di esperienze belle e sorprendenti. Sta in estremo contrasto con la politica di oggi che cerca di escludere l’altro sulla base di razzismo e/o denaro. Come nella natura: la biodiversità di organismi viventi è cruciale per il benessere e la sopravvivenza delle specie. La stessa logica vale anche per l’umanità.
L’ospitalità è un gesto di benvenuto, di tolleranza, di riconoscimento dell’altro / dell’altra, dell’ignoto, dello sconosciuto. L’ospitalità dimostra curiosità e fiducia che questo gesto sarà ricambiato. L’ospitalità fa nascere delle amicizie inaspettate, crea scambi culturali al di là dei propri costumi e usanze, della propria lingua, cibo, musica, danza, arte…. Ci si immerge nel mondo, nella grande diversità fantastica dell’espressione umana.
Che bellissimo mondo ci sarebbe se l’ospitalità fosse la base indispensabile di comunicazione fra i popoli.