Il 3 gennaio 2026 si è tenuta un’assemblea straordinaria del Caseificio Valposchiavo a Li Gleri. Tema principale era l’assunzione di un prestito di 200'000 CHF per poter far fronte a nuovi investimenti.
Trentadue soci della Cooperativa hanno partecipato all’assemblea rinnovando la fiducia alla Direzione e alla Commissione di gestione.
La Cooperativa con 50 soci, di cui una quindicina produttori di latte bio, chiude l’anno contabile 2025 con problemi di liquidità. A causa del corso dell’euro e dei dazi di Trump, i produttori svizzeri di formaggio affrontano diverse sfide sia sul mercato interno che su quello europeo e internazionale.
ll consumo interno svizzero ha visto un aumento dei formaggi importati dall’UE, spesso più economici.
Nel 2007 il 77 % del formaggio consumato in Svizzera era locale, ora è sceso al 64 %, ma in Valposchiavo è molto al di sotto di questa media, a causa del vicino confine.
I dazi di Trump hanno inoltre drasticamente ridotto le esportazioni svizzere di latticini verso gli USA, per cui molti produttori svizzeri ora inondano il mercato interno ed europeo.
Questo ha portato ad un surplus di latte, pressioni sui prezzi e riduzione della produzione in alcuni casi.
I produttori locali devono competere non solo con prezzi più bassi, ma anche con gusti dei consumatori che cambiano. La domanda interna di formaggio rimane debole rispetto all’offerta e vendere il formaggio a buon prezzo rimane un’ardua impresa.
Attualmente Il Caseificio ha scorte di formaggio per oltre 280'000 CHF, valutate al prezzo di produzione. Ma se le celle sono piene, le casse rimangono quasi vuote.
Le giacenze invendute incidono negativamente sulla liquidità dell’azienda, che ha già sostenuto in anticipo i costi di produzione.
Cambiamenti nel personale
A fine anno è andato in pensione Antonio Giacomelli, storico capo casaro del Caseificio. Ora la responsabilità della produzione passa al nuovo casaro Daniele Paganoni. L’avvicendamento apre nuove prospettive alla Cooperativa.
Ma per realizzare questi nuovi progetti bisogna far capo a investimenti. E lo scopo dell’assemblea straordinaria era di procurarsi nuovo capitale. La direzione e la Commissione di Gestione hanno proposto all’assemblea di assumere un credito di 200'000 CHF. La proposta è stata accettata con 31 voti e un astenuto.
Comprare locale fa la differenza
La pandemia ha dimostrato che se la maggioranza della popolazione, delle istituzioni parapubbliche e dell’albergheria facessero gli acquisti in valle, il Caseificio potrebbe guardare al futuro serenamente.
Partendo dal dato che ogni cittadino svizzero consuma in media 38 kg di latticini all’anno, il potenziale di vendita locale dei prodotti biologici del Caseificio è ancora ampiamente sottoutilizzato.
Sebbene il marchio “100% Valposchiavo” venga utilizzato come forte leva commerciale, non tutti i prodotti provengono realmente dalla valle. Questo tema è emerso anche durante l’assemblea.
La cooperativa, con un fatturato di circa 1,7 milioni di franchi e una produzione interamente biologica, contribuisce all’immagine autentica della Valposchiavo: una valle alpina tra pascoli verdi e cime innevate.
Qui ogni attività agricola è svolta nel rispetto della natura, seguendo ritmi sostenibili. I maggesi e i pascoli alpini sono curati con attenzione; le mandrie pascolano libere tra erbe e fiori spontanei, promovendo la biodiversità.
Attualmente nella Valposchiavo oltre il 90 % delle superfici agricole è gestito da aziende biologiche certificate. Una quota così elevata si riscontra molto raramente a livello nazionale e mondiale. L’agricoltura locale si è convertita da tempo alla produzione biologica.
Tutta la produzione è certificata bio, frutto di una tradizione agricola che ha saputo innovarsi senza perdere il legame con le radici. I contadini coltivano ortaggi, erbe, cereali e frutta senza pesticidi o concimi chimici, adottando metodi naturali e rotazioni sostenibili.
Anche il paesaggio viene curato con attenzione: i muretti a secco vengono restaurati, i sentieri mantenuti, i boschi gestiti con criteri ecologici, prevenendo frane ed erosione.
Sostenere il Caseificio Valposchiavo significa anche garantire il futuro della valle
Senza il Caseificio Valposchiavo l’agricoltura, il settore alberghiero, il turismo e l’artigianato di tutta la regione, l’attrattività del paesaggio e per finire la qualità di vita della popolazione subirebbero una grossa perdita.
I presupposti per un’agricoltura sostenibile e competitiva nella Valposchiavo e soprattutto quindi il suo valore aggiunto, dipendono dall’esistenza del Caseificio Valposchiavo.
Livio Mengotti
Per maggiori informazioni: www.caseificio.ch