Poschiavo ha un solo candidato a podestà, sfida a 5 per il Consiglio

Vassella correrà solo. Sulla mancata sfida pesa la rinuncia di Gabriela Menghini-Inauen, forte di oltre 700 voti. Per il Consiglio, l’arrivo di Romano Rossi apre invece una competizione vera.
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Il municipio di Poschiavo, Cà da Cumün.
© Patrick Huhn

«Con la rinuncia di Gabriela si è un po’ spenta la discussione su chi potesse fare il podestà». Nelle parole di Davide Vassella c’è forse la spiegazione più immediata di una candidatura rimasta senza avversari.

Il vuoto lasciato da Menghini-Inauen

Gabriela Menghini-Inauen, forte degli oltre 700 voti raccolti alle recenti elezioni cantonali, avrebbe potuto rappresentare l’alternativa dell’UDC. Ha scelto però di concentrarsi sul mandato in Gran Consiglio e nessun altro, nel partito, ne ha raccolto il testimone. Un risultato elettorale così importante non si trasferisce automaticamente da una persona all’altra, ma rende più visibile il vuoto lasciato nella corsa alla guida del Comune.

Alla scadenza delle 16, Vassella è quindi rimasto l’unico candidato alla successione di Giovanni Jochum. Se la sfida per il podestà si è chiusa prima ancora di cominciare, quella per il Consiglio comunale si è invece aperta proprio nelle ultime ore.

Cinque candidati per quattro posti

«L’obiettivo dell’AdC è mantenere i due seggi attualmente detenuti», dichiara Graziano Crameri dopo la candidatura del compagno di partito Romano Rossi.

I nomi in corsa sono ora cinque per quattro posti. Se l’Alleanza del Centro riuscisse a conservare entrambi i seggi, uno fra Fulvio Betti, Massimo Tuena e Ruggero Tuena rimarrebbe escluso.

«Questa candidatura aumenterà il dibattito e renderà la campagna un po’ più viva», osserva Vassella a Il Bernina.

La Cancelleria comunale ha reso note le liste definitive per le elezioni del 27 settembre. Per il Consiglio si presentano Fulvio Betti per l’UDC, Graziano Crameri e Romano Rossi per l’AdC, Massimo Tuena per PoschiavoViva e Ruggero Tuena per il PLR.

Fino a poche ore dalla chiusura delle candidature, i nomi erano quattro, esattamente quanti i seggi disponibili. L’ingresso di Rossi ha trasformato quella che sarebbe stata una conferma senza competizione in una elezione a tutti gli effetti. Per Crameri, la candidatura nasce anche dalla volontà di «offrire alla popolazione una reale possibilità di scelta alle urne e rafforzare il confronto democratico».

Le diverse idee di Comune

Massimo Tuena avrebbe voluto la stessa possibilità di scelta anche per la carica principale. «Sarebbe stato meglio se anche per il podestà ci fosse stata la possibilità di scegliere e, quindi, un vero dibattito. Almeno per il Consiglio comunale, cinque candidati per quattro posti dovrebbero favorire una campagna sui temi specifici».

Come presidente di PoschiavoViva, Tuena si dice inoltre «onorato di poter sostenere il candidato che potrebbe diventare il primo podestà di area progressista». Segnala però un’assenza che accomuna tutte le liste: «Dispiace che fra i cinque candidati al Consiglio comunale non vi sia alcuna donna. È un dato che dovrebbe far riflettere i partiti».

Vassella assicura che la collaborazione non dipenderà dalla provenienza politica dei consiglieri: «Lavorerò con chi sarà eletto, senza pregiudizi e nell’interesse del Comune. Voglio ascoltare tutte le forze politiche e togliere il più possibile il partitismo dal Consiglio comunale».

È nel Consiglio che l’UDC proverà ora a dare rappresentanza al consenso emerso dalle elezioni cantonali. All’assemblea straordinaria di giovedì scorso, Fulvio Betti aveva spiegato così la propria disponibilità:

«Ritengo che l’UDC meriti di essere rappresentata nel Consiglio comunale. Per senso civico e per il piacere che mi ha dato il lavoro svolto in questi quattro anni, ho deciso di rimettermi a disposizione».

Ruggero Tuena affida invece la caratterizzazione della candidatura liberale soprattutto al rigore finanziario. Imprenditore nel settore edile e attuale consigliere di Giunta, propone di applicare all’amministrazione pubblica l’esperienza maturata nella gestione aziendale.

«Si tratta pur sempre dei soldi dei cittadini: meno imposte, più controllo sui costi e sulla loro reale necessità». Tra le priorità indica inoltre la necessità di offrire ai giovani prospettive che rendano possibile restare o tornare in Valle «senza che diventi un sacrificio».

La politica comunale non è fatta soltanto di seggi da distribuire. Dipende anche dalle persone disposte a esporsi, dal tempo che possono dedicarvi e dai vuoti che nessun calcolo di partito riesce a colmare immediatamente. Vassella correrà senza avversari; saranno però i cinque candidati al Consiglio a determinare gli equilibri politici con i quali l’eventuale nuovo podestà dovrà governare Poschiavo nei prossimi quattro anni.

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