In questi giorni siamo, anche nella seria e corretta Svizzera, confrontati con scandali che toccano proprio diversi livelli istituzionali, sia politici che della magistratura. Fatti recenti o pregressi ma che continuano a risvegliare sdegno e incredulità nella cittadinanza.
Ma quando mai si era sentito parlare, nel nostro Paese, di granconsiglieri che narcotizzano donne, anche minorenni, per abusare di loro e della loro impotenza a difendersi poi, non abbastanza, le fotografano anche. E non solo una o due ma moltissime volte. Veri comportamenti sadici, per mesi schermati dalle pareti domestiche, che richiamano perlomeno punizioni esemplari. È successo nel nostro Paese in ben due Cantoni (Argovia e Neuenburg) ad opera di persone investite di autorità pubblica. E dire che è uno scandalo è dir poco!
E non si salva neppure la magistratura. Perché eccoti il giudice di tribunale che assalta la stagista – questo nel nostro cantone - e la vuole piegare ai suoi desideri sessuali proprio nella sacra casa della legge. Non solo: la minaccia, la ricatta; è una stagista e può rovinarle la vita. Questo anche se il giudice, ormai ex giudice, continua a mettersi la toga.
E forse non era neanche mai successo che un Presidente di Governo, dicastero giustizia e polizia, ingiungesse ad una donna (succede in Ticino) di picchiarne un’altra oppure lui avrebbe chiamato qualcuno perché compisse quell’azione al suo posto. A tutto ciò si sommavano interventi del Presidente per propiziare l’interesse di conoscenti a scapito di terzi. Insomma, non certo comportamenti compatibili con l’alta carica politica.
Certo, quando si viene investiti di una carica o magistero importante le bollicine di Champagne o di Spumante, possono farti credere di essere arrivato in cima al mondo. Ma quelle bollicine, al più tardi 24 ore dopo devono essere sparite. Al loro posto la consapevolezza, fors’anche il peso, di un dovere, di una responsabilità che richiede in primo luogo il rispetto di tutto ciò che si tocca, che si dice, che si fa. Sia nel pubblico che nel privato. A differenza di quanto molti credono, eticamente non può esserci una scissione tra animale pubblico e animale privato.
Ma possiamo anche decidere di essere solo animale: in quel caso dobbiamo anche decidere di stare lontano da qualsiasi bandiera.